Strategia aziendale : diffida da chi non crede in te

Strategia aziendale ? Ascolta le critiche, ignora i gufi

Strategia aziendale : cosa hanno in comune Michael Jordan, John Lennon ed Elvis Presley

A rileggerle ora, viene da sorridere. Ma le profezie nefaste riservate a personalità destinate a segnare un’epoca ci fanno anche chiedere cosa sarebbe successo se i diretti interessati avessero avuto la pessima idea di dare retta a chi diceva loro di lasciar perdere, di abbandonare i propri progetti per cercare un’altra strada, di non perdere altro tempo. Insomma, la nostra ambizione può scontrarsi con i giudizi dei diffidenti che possono non credere nelle nostre possibilità per errori di valutazione, miopia, antipatia personale o più semplicemente perché il nostro progetto è talmente innovativo da non essere immediatamente colto. Chiunque voglia intraprendere una strategia aziendale vincente, farebbe bene a dare uno sguardo ai seguenti esempi: ne ricaverà un sorriso e qualche segreto.

Strategia Aziendale , cosa imparare dalla storia di John Lennon

Strategia Aziendale , cosa imparare dalla storia di John Lennon

Nel 1954 Elvis Presley fece il suo esordio in un programma radiofonico. Il responsabile della trasmissione commentò: “Ascoltami, ragazzo, non hai una sola chance di fare il cantante. Torna a guidare i camion che farai il tuo bene“. Non andò meglio a Michael Jordan che venne scartato dal coach della squadra del liceo perchè ritenuto non all’altezza. Dopo essere rimasto chiuso in camera a piangere per un giorno, Jordan chiese un colloquio con il tecnico per domandargli se l’anno successivo avrebbe potuto fare un altro tentativo. “Il basket non fa per te” rispose il “lungimirante” tecnico. Oggi Jordan è considerato il giocatore più forte della storia della pallacanestro, del coach del liceo si sono perse le tracce. Il primo responso dato a Fred Astaire da una casa produttrice riportava: “Non sa cantare, non sa recitare ed è anche calvo“. La nota di speranza si limitava a un “sa ballare un pò“.

Strategia aziendale , non fare come il professore del liceo di MIchael Jordan

Strategia aziendale , non fare come il professore del liceo di MIchael Jordan

A volte – chi suggerisce una pianificazione aziendale per mestiere ne è consapevole- un progetto è talmente innovativo da non essere compreso da chi mantiene gli occhi troppo sul passato per guardare al futuro. E così fa effetto pensare che qualcuno abbia scartato le idee con cui Steve Jobs e Bill Gates hanno successivamente costruito un impero cambiando di fatto il nostro modo di comunicare.
D’accordo, non sempre i talent scout tengono fede al loro nome, ma uno potrebbe pensare che almeno in famiglia riceverà sempre l’appoggio necessario per continuare a credere nei propri mezzi. E invece la storia ci fornisce curiosi esempi in senso opposto.
“John, nulla in contrario se ti diverti a strimpellare la chitarra. Ma non pensare di guadagnarti da vivere suonando”. Così disse la zia al nipotino John che di cognome faceva Lennon e che quattordici anno dopo si tolse lo sfizio di far vergare quelle stesse parole su una lastra d’argento e di appenderla davanti alla casa della donna. Prima, però, l’autore di Imagine dovette subire il rifiuto all’esordio della sua band da parte di una casa discografica che “non apprezzava il sound” dei Beatles. A volte anche gli scettici si ricredono. Parlando con il fratello Orville, Wilbure Wright nel 1901 glissò: “Ci vorranno almeno 50 anni prima che l’uomo potrà volare”. Due anni dopo realizzarono il loro primo volo con successo.

Strategia aziendale ? Fino a che punto credere in se stessi?

Ma questi esempi incoraggianti, non devono farci perdere di vista la realtà. Non tutti – quasi nessuno , per verità – hanno lo stesso talento di John Lennon, Michael Jordan, Fred Astaire e degli altri sopraccitati. Molto spesso, le stroncature arrivano in modo tempestivo per coloro che non hanno effettivamente i numeri per arrivare al successo in un determinato campo e che bene fanno a cercare un percorso alternativo. In altri casi, una critica può tornarci utile per correggere un nostro difetto e per accantonare la presunzione di crederci migliori della concorrenza a prescindere. Il segreto sta proprio nel trovare il giusto equilibrio tra l’obiettività utile per far frutto del giudizio altrui e l’autostima necessaria per non farci abbattere da un responso negativo. Ma la certezza è che se davvero la nostra idea è vincente, il tempo ci darà ragione e i fischi degli scettici verranno sommersi dagli applausi di chi apprezzerà il nostro lavoro. La strategia aziendale presuppone lungimiranza e obiettività, ambizione e concretezza: miscelare queste qualità nelle giuste dosi fa la differenza.

Strategia aziendale? Cosa sarebbe capitato se Michael Jordan, Bill Gates, Elvis Presley o John Lennon avessero ascoltato chi sentenziava che avrebbero fatto meglio a cambiare strada.

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Strategia aziendale : diffida da chi non crede in teultima modifica: 2015-03-25T09:19:24+01:00da dingiullorobert
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