Federer Goat ? Se non lui, allora chi?

Federer è il migliore di sempre?

FedererCopertina

La copertina dell’ebook Roger Federer perchè è il più grande

A 35 anni nello sport è tempo di bilanci e anche per Roger Federer, nonostante la dolcezza di un tramonto che regala ancora lampi di luce abbagliante, si può interrogarsi sulla grandezza del proprio regno. Rimangono una certezza e una domanda.
La certezza è una parafrasi di un aforisma di Arthur Ashe. Il fuoriclasse americano sosteneva: “Ci sono i vincenti e i campioni. I vincenti sono quelli che conquistano trofei e medaglie. Non è poco ma la storia la fanno i campioni: quelli che fanno il loro ingresso in uno sport e lo lasciano in condizioni diverse e migliori di come lo hanno trovato”. E’ evidente che dobbiamo essere grati a Roger Federer per essere il più vincente tra i vincenti perchè nessuno può vantare il suo palmares ma ancora più grati perchè l’asso elvetico è il più campione tra i campioni per come ha inciso sul tennis, sull’impronta che sta lasciando, sull’eredità per i successori.
La domanda è. Roger Federer può essere considerato il Goat? A questa domanda ho provato a rispondere con un ebook (questa è la pagina Facebook Roger Federer perchè è il più grande )
Nella prima parte sono state analizzate cinque direttrici :

 

  • Vittorie: con particolare riferimento al numero complessivo di titoli aggiudicati nel corso della carriera e al relativo valore dei trofei. Sembrerebbe il criterio più oggettivo, ma in realtà la bizzarra storia del tennis non aiuta: intere generazioni di fuoriclasse non hanno avuto la possibilità di disputare continuativamente tornei dello Slam per la frattura tra professionisti e dilettanti. Inoltre il peso specifico di determinate manifestazioni è mutato nel tempo (con prove declassate e altre ammantate di prestigio nel corso degli anni).
  • Continuità: da intendersi sia come capacità di rimanere competitivi a distanza di anni sia come costanza di risultati all’interno della stessa stagione. Nel tennis, è utile prendere in considerazione un ulteriore tema: ovvero l’adattabilità a giocare su ogni superficie e in ogni condizione ottenendo risultati di alto livello su terra rossa, erba, cemento, sintetico, indoor.
  • Apice: Nel momento migliore della carriera, quanto era profondo il distacco dagli avversari? A che livello qualitativo si è giunti al top della forma? Per quanto il picco sia una condizione transitoria, è ovviamente necessario che tale stato di grazia si protragga per un periodo significativo: non siamo alla ricerca del colpo più bello della storia o della partita perfetta ma di un lasso di tempo in cui un giocatore si sia issato decisamente rispetto agli altri vincendo per manifesta superiorità.
  • Stile: E’ un criterio estetico ma non per questo meno importante. La riconoscibilità dello stile di gioco e la capacità di ispirare i giovani delle generazioni successive sono significative per comprendere quanto un tennista abbia saputo incidere sulla propria disciplina. Allargando il nostro orizzonte ad altre discipline, gli amanti del ciclismo riconoscono i propri beniamini dalla pedalata o dall’incedere in salita, gli appassionati della pallacanestro vengono rapiti dalla maestra con cui un giocatore gestisce la palla o dall’eleganza della sua tecnica di tiro. Per esempio, gli scatti di Pantani in salita con il Pirata che si spogliava di bandana, borraccia, talvolta persino piercing alzandosi sui pedali con il volto che declamava in un ghigno di esaltazione della sofferenza o la regolarità con cui Michael Jordan nei momenti decisivi della partita tirava fuori la lingua prima di elevarsi per inventare il canestro decisivo, vanno al di là di ciò che viene riportato nelle statistiche. Istantanee che non ingrigiscono, ricordi che non sbiadiscono, immagini che non stancano.
  • Atteggiamento: Non è soltanto una questione di natura “buonista” (e in ogni caso non c’è niente di male a essere sportivi e rispettosi); il comportamento dentro e fuori anche dal campo incide anche nel determinare longevità e cifra tecnica di un giocatore. Inoltre, è interessante valutare quanto un fuoriclasse abbia contribuito a diffondere la propria disciplina, ad accrescere l’interesse in termini di tesserati, biglietti venduti ed eco mediatica.

Come detto, è la combinazione di tutti questi fattori, a tratteggiare l’identikit del GOAT: Nel libro Roger Federer è la pietra di paragone per ciascun criterio e verificheremo se – e in che misura – il campione svizzero regge il confronto con i fuoriclasse del passato. Dopo una disamina oggettiva, si conclude come Federer primeggi per ognuno di questi parametri a differenza di giganti del passato che vengono “eliminati” di volta in volta per la mancanza di uno o più requisiti.
La seconda parte del libro celebra alcuni aspetti di Roger Federer evidenziando come il giudizio di chi lo ha affrontato, allenato, sostenuto sia univoco nel ritenerlo il Goat.
Il libro si chiude con un elenco di 17 motivi semiseri per cui Federer è il Goat:

  1. Perché se gli inglesi possono considerare come un loro rappresentante Andy Murray che è scozzese di Glasgow, non si capisce perché noi non possiamo considerare Federer come italianissimo.
  2. Perché se uno a 17 anni si tinge i capelli di un imbarazzante biondo ossigenato cantando a squarciagola le canzoni dei Backstreet Boys e poi diventa un esempio di stile dentro e fuori dal campo, allora vuol dire che dalla tamarraggine si può guarire.
  3. Perché lo abbiamo visto correre sulla torrida terra di Parigi, Roma e Madrid, saltellare sui prati di Londra, vincere sul cemento australiano, combattere per cinque ore sul suolo di New York, essere protagonista di iniziative benefiche in Malawi indossando una maglia a maniche lunghe e non ha mai sudato. Mai.
  4. Perché ha battuto tutti i record e tutti gli avversari. Ma lo ha fatto con una tale eleganza che nessuno ha mai potuto avercela con lui.
  5. Perché per quanti titoli abbia vinto e per quanti ne vincerà, rimarrà sempre l’evidenza che il primo titolo lo ha conquistato a Milano.
  6. Perché se l’Italia di Coppa Davis non fosse stata così educata da farsi battere dalla Svizzera che mandava in campo un Federer ancora minorenne nel 1999, magari il tennis avrebbe avuto un’altra storia
  7. Perché l’Italia di Coppa Davis è rimasta educata anche nel 2009 e nel 2014 facendosi in entrambi i casi strapazzare dalla Svizzera guidata da Federer divenuto nel frattempo maggiorenne e numero uno del mondo.
  8. Perché dovunque abbia giocato dopo pochi punti tutti gli spettatori hanno cominciato a tifare per lui, tranne i parenti dell’avversario. E verso fine partita, anche i parenti dell’avversario erano indecisi.
  9. Perché persino il suo acerrimo rivale, Rafael Nadal, che lo ha battuto una volta sì e l’altra pure, ha assicurato che “Federer è il più grande giocatore di sempre”.
  10. Perché ama talmente l’Italia da perdere contro Gianluca Pozzi, Andreas Seppi e Filippo Volandri che su quelle vittorie ci hanno costruito la carriera e tutto il post-carriera vantandosi come fa un adolescente con gli amici in vacanza dopo aver avuto il numero di telefono della ragazza più bella della spiaggia.
  11. Perché prima si scriveva dei tennisti per raccontare il tennis. E invece con Federer sono state scomodate “esperienze mistiche”, raffronti filosofici, richiami heideggeriani e gli è stato chiesto in conferenza stampa cosa pensasse di Freud. E dato che a parole non ha regalato perle degne di Platone o Socrate, è stato pubblicato il libro “I silenzi di Federer” spacciandolo per trattato psicologico.
  12. Perché dopo aver visto come si coordina per colpire la palla nella volèe di rovescio, ti chiedi: “Ma se lui gioca a tennis, gli altri cialtroni con una racchetta in mano, che sport fanno?”
  13. Perché quando a 13 anni è stato ammesso a un programma di crescita per giovani tennisti elvetici, il rapporto recitava: “Non presenta gravi carenze”. Gli stessi esaminatori svizzeri stanno ancora aspettando di trovarne uno bravo per davvero…
  14. Perché se scrivi un libro su Federer, puoi passare ore a riguardare le sue partite, a leggere le sue interviste e vedere alla slow motion i suoi colpi giustificandoti con gli altri dicendo che ti stai documentando per lavoro.
  15. Perché qualcuno potrà dire che in passato c’è stato qualcuno più forte di Federer e non si può escludere che in un futuro più o meno prossimo ci sarà un giocatore più grande di lui, ma siamo certi che né in passato c’è stato né in futuro ci sarà qualcuno che giocherà come lui.
  16. Perché se a lui hanno chiesto di fare il testimonial per la marca più lussuosa di orologi e per lo champagne più chic mentre a Nadal è toccato lo shampoo antiforfora, un motivo ci sarà.
  17. Perché se come affermava Arthur Ashe i vincenti sono quelli che collezionano i trofei mentre i campioni sono quelli che lasciano il proprio sport in condizioni migliori di come lo hanno trovato, bisogna essere tutti grati a Federer perché è stato il più vincente dei vincenti e il più campione dei campioni

    Roger Federer è il più grande di sempre ? L’ebook che prova a rispondere alla domanda

    L’ebook Roger Federer perchè è il più grande è acquistabile su Amazon al seguente link al costo di due euro con l’audiobook in omaggio
    Acquista Roger Federer Perchè è il più grande pubblicato da Area51 Editore

Federer Goat ? Se non lui, allora chi?ultima modifica: 2016-07-16T15:35:52+02:00da dingiullorobert
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento